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A lezione di tipicità sui Monti Azzurri

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A lezione di tipicità sui Monti Azzurri
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I docenti di dieci scuole alberghiere italiane e cinque straniere si sono confrontati in un convegno sui prodotti tipici e tradizionali nell’ambito di un progetto comunitario promosso dall’Accademia delle 5T.

La Comunità montana dei Monti Azzurri (MC) ha ospitato l’incontro di preparazione del Progetto Leonardo Vetpro “Marketing dell’Enogastronomia Territoriale”, che coinvolge gli istituti alberghieri di Stresa e Novi Ligure (Piemonte), Arma di Taggia e La Spezia (Liguria), Adria e Bardolino (Veneto), Cingoli e S.Benedetto del Tronto (Marche), Tortolì (Sardegna), Favara (Sicilia), Heist-op-den-Berg (Belgio), Gozo (Malta), Kas-Antalya (Turchia), Lemesos (Cipro) e Dresda-Seidnitz (Germania).
Materia del confronto i prodotti tipici e tradizionali e la grande responsabilità di chi insegna nei settori della gastronomia, del turismo e dell’accoglienza nel garantirne la sopravvivenza e promuoverne la conoscenza. I progetti Leonardo favoriscono la mobilità degli studenti e, in questo caso, degli insegnanti e sono un’occasione importante per diffondere nella Comunità il messaggio dei prodotti legati al territorio, testimoni e garanti di due emergenze della nostra epoca: biodiversità e sostenibilità.
L’obiettivo del progetto è individuare un linguaggio comune per far comprendere a tutti i livelli, dalle istituzioni ai consumatori, i valori del cibo sano, naturale e legato alla natura, quindi a ogni singolo ambiente e territorio. L’incontro a San Ginesio, ai piedi dei Monti Sibillini (ovvero i “Monti Azzurri” che ispirarono Leopardi), ha messo a fuoco le cinque motivazioni di base che esigono una condivisa attenzione per il prodotto tipico e/o tradizionale.

  • L’ecosostenibilità: il prodotto tipico e/o tradizionale è strettamente legato all’ambiente dove si è sviluppato, quindi ne rispetta l’equilibrio naturale e il substrato sociale, ha meno bisogno di interventi invasivi ed è garanzia di biodiversità.
  • La cultura: anche la storia, i flussi migratori, le intelligenze hanno costruito la tradizione, ovvero il meglio dell’innovazione di chi ci ha preceduto. Il buon mangiare è la prima delle arti povere: la capacità dei contadini e delle madri di famiglia di trasformare un bisogno in piacere.
  • La salute: il prodotto tipico è più sano perché meno “trattato”, la cucina tipica è figlia di antica saggezza alimentare che ha anticipato, come sta dimostrando la ricerca scientifica, i moderni criteri di corretta alimentazione.
  • L’economia: le attività primarie legate al territorio garantiscono il perpetuarsi di un paesaggio di qualità, la presenza di territorio coltivato e ben presidiato è premessa a buoni prodotti, alla miglior gestione idrogeologica del territorio e allo sviluppo di un turismo compatibile. Prodotti e ingredienti di qualità sostengono la gastronomia tradizionale, altra importante conseguente motivazione turistica.
  • La rieducazione del gusto: la standardizzazione degli odori e dei sapori, voluta da una certa industria e dalla GDO porta a una perdita della memoria delle proprie radici e, sempre di più, a una perdita delle capacità sensoriali.

Il marketing territoriale punta a tutelare e valorizzare le diversità del tipico e tradizionale promuovendo le sinergie tra le componenti delle filiere agroalimentari, turistiche e culturali: il progetto in essere focalizza l’importanza della centralità della scuola nello sviluppo sostenibile del territorio ed è un primo passo per individuare quadri didattici in grado di rendere la scuola alberghiera effettivamente protagonista in questa battaglia di sopravvivenza e civiltà.

Pubblicato su Sapori d’Italia 32/33, Novembre 2012/ Febbraio 2013

Tags: scuole alberghiere , san ginesio , meet , marketing enogastronomia territoriale , comunità montana monti azzurri , aeeht

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