Le ultime notizie

Cibo sano nelle scuole…per legge

Articolo  0 Commenti
Interlinea+- ADimensione Carattere+- Stampa questo articolo
Cibo sano nelle scuole…per legge
Ti può interessare anche:

C'è qualcosa di rivoluzionario nel Decreto-legge pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.214 del 12 settembre 2013 dedicato a "Misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca": finalmente si riconosce l'importanza del rispetto della naturalità e dell'ambiente come prerequisito per un alimento salubre.

 

Oltre a interventi su altri aspetti importanti per tutelare la salute dei ragazzi nelle scuole, come il problema del fumo, il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca interviene con chiarezza sull'alimentazione degli studenti stabilendo dei principi fondamentali.

Articolo 4.
(Tutela della salute nelle scuole)

(omissis)
5. Il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, al fine di favorire il consumo consapevole dei prodotti ortofrutticoli locali, stagionali e biologici nelle scuole, elabora appositi programmi di educazione alimentare, anche in collaborazione con associazioni e organizzazioni di acquisto solidale, anche nell'ambito di iniziative già avviate. Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca e del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali sono definite le modalità per l'attuazione del presente comma. All’attuazione delle disposizioni di cui al presente comma si provvede nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
5-bis. Il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca adotta specifiche linee guida, sentito il Ministero della salute, per disincentivare, nelle scuole di ogni ordine e grado, la somministrazione di alimenti e bevande sconsigliati, ossia contenenti un elevato apporto totale di lipidi per porzione, grassi trans, oli vegetali, zuccheri semplici aggiunti, alto contenuto di sodio, nitriti o nitrati utilizzati come additivi, aggiunta di zuccheri semplici e dolcificanti, elevato contenuto di teina, caffeina, taurina e similari, e per incentivare la somministrazione di alimenti per tutti coloro che sono affetti da celiachia.
(omissis)
5-quater. Per le medesime finalità di cui al comma 5, nei bandi delle gare d'appalto per l'affidamento e la gestione dei servizi di refezione scolastica e di fornitura di alimenti e prodotti agroalimentari agli asili nido, alle scuole dell'infanzia, alle scuole primarie, alle scuole secondarie di primo e di secondo grado e alle altre strutture pubbliche che abbiano come utenti bambini e giovani fino a diciotto anni di età, i relativi soggetti appaltanti devono prevedere che sia garantita un'adeguata quota di prodotti agricoli e agroalimentari provenienti da sistemi di filiera corta e biologica, nonché l'attribuzione di un punteggio per le offerte di servizi e forniture rispondenti al modello nutrizionale denominato «dieta mediterranea», consistente in un'alimentazione in cui prevalgano i prodotti ricchi di fibre, in particolare cereali integrali e semintegrali, frutta fresca e secca, verdure crude e cotte e legumi, nonché pesce, olio extravergine d'oliva, uova, latte e yogurt, con una limitazione nel consumo di carni rosse e
zuccheri semplici. (omissis)

 

Se lo dice chi gestisce la Ricerca...

Il MIUR (Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca), proprio perché è il Ministero della Ricerca, in questo modo stabilito dei principi che assumono un'importanza sostanziale nelle decisioni anche di ordinaria amministrazione del MIPAAF (Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali), peraltro partecipe di questo decreto.
La Ricerca italiana qui dice ufficialmente che i grassi trans, i nitrati e i nitriti, i cosiddetti oli vegetali (termine generico che ormai, per prassi diffusa, sta quasi sempre a indicare quelli tropicali composti in prevalenza di acidi grassi saturi) e via dicendo fanno male!
E chi gestisce la "cultura" difende la filiera corta, non solo, quindi, per oggettivi problemi di sostenibilità, ma pure di tutela della nostra storia e delle nostre radici.
Ci meditino il Ministero della Salute e gli Assessorati regionali alla sanità, le cui rappresentanze locali (ASL) scambiano la sicurezza con una maniacale sanitizzazione a danno della sopravvivenza degli artigiani del buon mangiare e di quei "microbi gourmet", i cosiddetti microbi buoni agenti di fermentazioni e trasformazioni positive per la salute ed essenziali per la tipicità e diversità del vero cibo italiano purché spontanee, non costruite in laboratorio.
Glielo dice ufficialmente la Ricerca italiana che di certi additivi si può – anzi si deve - fare a meno.
Ci mediti lo stesso MIPAAF che sforna a raffica DOP e IGP con disciplinari che consentono di tutto perché fatti su misura della grande industria e a danno degli artigiani, delle origini e delle tradizioni che dovrebbero invece tutelare: glielo dice ufficialmente la Ricerca italiana che gli "oli vegetali", i grassi trans, i dolcificanti, i nitrati e i nitriti... fanno male. E che di questi ultimi si può – anzi si deve - fare a meno...

 

Tags: scuola , miur , mipaaf , mense , alimentazione , additivi

Articolo  0 Commenti

Editoriale

La gastronomia patrimonio culturale

La gastronomia patrimonio culturale 0

Con la risoluzione approvata il 12 marzo 2014 il Parlamento europeo riconosce i valori educativi, formativi e sociali di un’arte vera: il buon mangiare.Ciò che è stato votato recentemente al Parlamento europeo di Strasburgo rappresenta una pietra miliare verso un'Europa dell'agroalimentare che dia il giusto valore alla terra e ai suoi prodotti a partire dalla prima delle arti del quotidiano:…