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Eolie, Sapori d’Estate..d’inverno!

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Eolie, Sapori d’Estate..d’inverno!
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Per i bagni non c’è alternativa alle isole lontane, ma per chi ama il mare per i colori, gli odori, i sapori, le genti con la loro storia, allora le nostre isole offrono un fine anno più creativo: è ora che la natura e le persone sono più disponibili!

sapori delle Eolie sono sapori di sole, sapori d’estate, anche quando l’anno finisce e sul “continente” tutto gela mentre qui può succedere di tutto, soprattutto con questi capricci climatici del terzo millennio: potremmo trovare un tepore che ci rinfranca o un vento gelido che ci assale, ma, di certo, una natura meno stressata dai soli cocenti e già viva come da noi in primavera. E per noi, escursionisti del buon mangiare, una gastronomia di mare che unisce le stagioni: il buon vino delle isole addolcisce il palato, i capperi sono una specialità che arricchisce decine di piatti, i dolci sono un concentrato di sapori del Mediterraneo, dalla mandorla all’uvetta passa. Le Eolie sono così, belle e selvagge, profumate e suggestive. Sanno prenderti anche per la gola. Come resistere davanti a un piatto di “linguine alla Liparese”, con tonno sott’olio, olive nere, capperi, aglio, prezzemolo? E che dire delle “acciughe all’eoliana”, con uva passa, aglio, pangrattato, pomodori, il tutto annaffiato da un goccio di Malvasia delle Lipari, il nettare dell’arcipelago? E degli “spaghetti alla strombolana” con pesce, molluschi e capperi? Oppure proviamo a sentire i sapori dell’orto di una “insalata di Malfa”, un piatto ricco e fresco, fatto  di patate, cipolle, pomodori rossi, capperi, origano, basilico e un filo di olio extravergine d’oliva.  La cucina tipica eoliana offre una grande varietà di piatti, ognuno ricco di storia, abitudini e tradizioni. Insieme alla presenza del pesce, una sua caratteristica è l’uso sapiente degli aromi, rosmarino, origano, basilico, menta, ma anche olive e capperi. Lipari con 12 mila abitanti è la più popolata delle Eolie. La sua economia, come del resto quella dell’arcipelago, è strettamente legata alla pesca, al turismo e all’agricoltura. Turisticamente è in posizione privilegiata anche per visite giornaliere in barca o in traghetto verso le altre isole. Ed è anche la più attrezzata di servizi per il turista. Dal punto di vista agricolo, dopo Salina, Lipari è un  centro di produzione della pregiata Malvasia delle Lipari, il vino delle Eolie. Salina è però la più verdeggiante, anche in estate, e pur essendo priva di sorgenti d’acqua dolce è la seconda isola per numero di abitanti, ma figura soprattutto come il maggior centro di produzione della Malvasia delle Lipari, vino bianco che esiste nelle versioni secco da tavola, passito o liquoroso. Un tempo l’economia di Salina era fortemente specializzata nella produzione di uve e vino, poi a fine ‘800 arrivò la fillossera, un insetto che divorò e distrusse i vigneti di tutta Europa. Oggi a Salina sopravvivono una sessantina di ettari di vigneto, grazie a produttori come Carlo Hauner, Fenech o i siciliani Tasca ned’Almerita, a Capofaro. Lo spopolamento delle vigne ha fatto però cambiare il paesaggio, lunghi terrazzamenti sono andati persi e la stessa isola, passata la fillossera, ha perso centinaia di abitanti, andati a trovar fortuna altrove. Oggi vivono a Salina appena 2.300 persone. Non solo un grande passito La Malvasia delle Lipari Doc è ottenuta dal vitigno Malvasia con piccole aggiunte di Corinto nero (5% dell’uvaggio), un vitigno a bacca nera impiegato per ravvivare il colore del vino, dandogli riflessi rossa- stri e stabilità cromatica. Esistono tre tipi di Malvasia delle Lipari: naturale a 11,5°, passito a 18°, liquoroso a 20°, quest’ultimo fortificato con aggiunta di alcol. Di colore giallo dorato e intenso nella tipologia secca e da tavola, in quella passita il colore vira verso l’ambrato e i profumi ricordano l’albicocca e la frutta esotica. La tipologia naturale (da tavola) si abbina molto bene ai piatti di pesce e alla saporita cucina eoliana, il passito e il liquoroso sono compagni ideali dei dolci dell’isola, oppure si possono degustare in solitaria meditazione. Un accostamento possibile, dicevamo, è quello con la pasticceria delle Eolie. I più noti sono i vastidduzzi, dolcetti fatti a mano con uva passa e mandorle, e gli spicchiteddi, con vino cotto, chiodi di garofano, pepe bianco e cannella. 

Articolo pubblicato su Sapor d'Italia numero 9, Dicembre/Gennaio 2009

Tags: salina , malvasia , lipari , eolie

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