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Gli studenti del Master dell’Università di Parma incontrano i Soci dell’Accademia delle 5T

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Gli studenti del Master dell’Università di Parma incontrano i Soci dell’Accademia delle 5T
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Nell’ambito del Master di I° Livello in “CULTURA, ORGANIZZAZIONE E MARKETING DELL’ENOGASTRONOMIA TERRITORIALE” dell’Università degli studi di Parma, l’Accademia delle 5T si è impegnata nella “didattica sul campo” organizzando visite guidate ad aziende e territori significativi.

 

Impegnativi e ricchi di spunti didattici e culturali sono i tour della Val d’Orcia e dei Colli Euganei abbinati a importanti realtà limitrofe, momenti intensi di scoperte e apprendimento in aziende socie (o comunque che rispettano valori dell’Accademia delle 5T). Altri soci dell’Accademia delle 5T, per iniziativa di diversi docenti, hanno ricevuto o riceveranno gli studenti, per esempio l’Antica Corte Pallavicina di Polesine Parmense.

 

Da Chioggia ai Colli Euganei a Rovigo

Visita al Castello di Lispida

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il tour è stato “costruito” grazie alla profonda conoscenza del territorio del socio consulente dell’Accademia delle 5T Maurizio Drago e del giornalista Umberto Tiozzo.

Tanto radicchio ma... poco pesce

Al mercato orticolo di Chioggia-Brondolo, dopo la curiosa asta dell’autentico Radicchio Rosso di Chioggia, con le offerte fatte sottovoce all’orecchio dell’astatore, l’astatore Gianni Boscolo Spiga ha mostrato un curioso modo di distinguere quello vero dalle imitazioni: aprendolo con le mani, è croccante e le foglie si spezzano, non si piegano. Poco utile la visita al mercato del pesce, in un orario in cui il meglio era già stato venduto, interessantissima, invece, grazie al racconto del filosofo Luciano Bellemo, la salita panoramica sulla Torre dell’Orologio. Molto significativa, per l’importante storia umana e agricola che ancora oggi si intuisce, la visita di Codevigo e Correzzola con l’idrovora, i casoni e l’Abbazia Benedettina.

 

Le aziende visitate

Alcune delle realtà agroalimentari (non possiamo citarle tutte) visitate hanno suscitato un particolare interesse.
Dimensione Carne di Piove di Sacco “svela”, grazie alla verve e alla schiettezza di Lorella e Fabiola, la produzione e il mercato della carne equina, di cui si conosce molto poco, e dimostra come si possono fare produzioni quantitativamente significative pur con la massima qualità.
La fattoria didattica La Buona Terra dimostra come anche con un benemerito lavoro di avvicinamento dei bambini al mondo contadino si può contribuire a mantenere vitali e sane aziende agricole che operano come una volta, ovvero con la politica della filiera completa.
L’azienda agricola Villa Alessi, grazie al paziente lavoro di Ivano Giacomin, è un vero e proprio museo vivente del territorio e della sua storia geologica, umana e contadina. Il racconto appassionato e spiritoso di Ivano apre le menti permettendo di comprendere l’evoluzione della cultura veneta fin da epoca preromana. La cantina Ca’ Lustra non è solo un’occasione di assaggio di grandi vini (molto apprezzati, oltre al Moscato Fior d’arancio, emblema del territorio, il Manzoni bianco Pedevenda, il Marzemino nero Belvedere, il Marzemino passito), ma pure di ascoltare Franco Zanovello su come rispettare la tradizione e l’ambiente pur senza rinunciare a innovare e a un prodotto adatto ai gusti attuali.
Il frantoio Cornoleda di Devis Zenaica propone un olio euganeo particolarmente versatile in cucina.
La Costigliola, realtà agricola-turistica-didattica-culturale di Banca Etica offre un’esperienza che fa pensare: l’appassionata relazione “sul campo” di Arrigo Anzani ben evidenzia il ruolo etico che l’agricoltura deve mantenere o recuperare (quasi sempre recuperare) per restituire alle future generazioni un territorio con i giusti equilibri che i contadini di un tempo proteggevano per istinto e per buon senso e le ultime generazioni hanno distrutto.
Il Castello di Lispida affascina per la sua storia, la sua architettura, le cantine “infinite”, ma ancora di più affascinano i vini, come il Tocai (lo chiamiamo così in barba a ridicole imposizioni pseudolegali che ci hanno rubato un nome glorioso) Terralba e, soprattutto, l’Amphora, vino bianco dagli incredibili profumi che ha vissuto in enormi anfore di coccio interrate.
Il mercato dei contadini Agrimons a Monselice è, ci auguriamo, il futuro del “bene e buon comprare”: roba buona e a prezzi contenuti proposta direttamente dai contadini che, a quanto pare, la gente apprezza. Un caso da imitare: un mercato contadino funziona se c’è un’adeguata comunicazione e le istituzioni ci credono.
Le Barbarighe è famosa per il mais Biancoperla, ma Leonardo e Silvia Gagliardo dimostrano come si può condurre un’azienda biologica e produrre prodotti poveri, come sono i cereali, in modo naturale senza andare fuori mercato.
L’azienda Agricola Valier offre una significativa lezione di marketing: una famiglia storica che ha saputo riinventare l’attività agricola familiare, che nasce nel lontano 1484, piantando immensi frutteti di noci e realizzando prodotti innovativi.

 

In Val d’Orcia

Visita alla Fattoria del Colle di Trequanda

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il tour è stato “costruito” grazie alla profonda conoscenza del territorio di Valentina Niccolai, giornalista, p.r. e titolare della rivista e del sito www.territorioinforma.com, e alla collaborazione del Consorzio Vino Orcia.

 

Il frantoio più antico del mondo

Prima di raggiungere la Val d’Orcia, tappa a Reggello (AR): il Frantoio di Santa Tea, la cui data di edificazione, 1426, è incisa su una pietra del vecchio frantoio, conserva tuttora la macina in pietra e il torchio un tempo utilizzati per la frangitura.
La famiglia Gonnelli porta avanti questa impresa ininterrottamente dal 1585, ovvero quando ha comprato il podere per 300 soldi dai Frati del Carmine di Firenze. Qui nasce un grande olio extra vergine d’oliva, prorompente per freschezza e carica aromatica, per merito di una terra vocata, ma pure di quell’insieme di passione e orgoglio che anima le famiglie che hanno una propria storia da difendere e che, nel contempo, sanno adeguarsi a ciò che il progresso offre. Non a caso nel 1962 fu installato qui il primo impianto a centrifuga al mondo, dando vita a una nuova tecnica oggi largamente utilizzata. Il patron Piero Gonnelli è presidente dell’AIFO, Associazione Italiana Frantoi Oleari.

 

Alcune aziende visitate

L’azienda Agricola Trequanda di Trequanda, di proprietà della Fondazione Cariplo, si sviluppa su ben 1200 ettari! Carlo Pilenga, l’enologo, fa da guida nella cantina, dove producono vini pregiati da uve autoctone e internazionali, all’agriturismo con un ottimo ristorante, e all’allevamento di bovini di razza Chianina, tra i più importanti della Toscana, a “ciclo chiuso” e “semi-brado”. Le vacche e il giovane bestiame, tra maggio e ottobre, pascolano liberamente. Le carni possono essere acquistate presso la Macelleria Ricci di Trequanda (0577 662252) che, a richiesta, spedisce le stesse in tutta Italia.
All’Agriturismo La Canonica di San Giovanni d’Asso, di Donella Vannetti, presidente del Consorzio Orcia, ci si può rilassare circondati da un “Toscana che più Toscana non si può” e si può assaggiare un vino Orcia rosso di rara tipicità: l’Orcia è una Doc assai recente che, nelle sue espressioni più autentiche, esalta la personalità del Sangiovese. Qui Orfeo, l’anziano capofamiglia, è il testimone della lunga storia del podere toscano, ha vissuto i tempi della mezzadria e ne racconta il bene e il male con quel contrasto di nostalgia e sollievo, rammarico e condanna che traspare da chi ritorna a tempi grami ma di gioventù rimpianta.
L’Associazione Tartufai di S.Giovanni d’Asso, il comune italiano con il maggior numero di tessere di tartufaio, ha realizzato una struttura per la lavorazione dei tartufi con l’orgoglio di chi rispetta uno straordinario dono della natura lavorandolo senza inquinarlo con il terribile aroma chimico.
Alla Fattoria del Colle a Trequanda si respira la storia, affascinano le vecchia mura come l’atmosfera di antica nobiltà, i vini e l’olio rappresentano il meglio della Regione e il ristorante ne offre i sapori più sinceri; la padrona di casa, Donatella Cinelli Colombini, la fondatrice del Movimento Turismo del vino e ideatrice di Cantine Aperte, è pure autrice di opere fondamentali sul marketing e il turismo del vino.
Nell’antica e suggestiva Cantina Sampieri Del Fa’ a S.Quirico d’Orcia, in particolare nel grande e apparentemente dissestato solaio, avvengono tutte le fasi di produzione e lenta maturazione di un Vin Santo tanto tradizionale quanto moderno.
Sempre a S.Quirico d’Orcia Egisto Brandi produce zafferano riprendendo un’antichissima storia che risale a  prima del Rinascimento.
Occorre arrivare in una Val d’Orcia completamente diversa per assaggiare la cucina con soli ingredienti biologici e sul serio a km 0 della Taverna Pian delle Mura a Vivo d’Orcia: le rusticità dell’Amiata e i sapori dell’Orcia più ricca, in un’atmosfera di amicizia.
L’Azienda Agricola Forte, un podere che si estende per 110 ettari, coltivato a olivo, vigna e altre colture agricole, con pure un allevamento di Cinta Senese, è una realtà produttiva e ambientale biodinamica modello voluta dal Cavaliere Pasquale Forte, originario della Calabria, agricoltore figlio di agricoltori.
Non poteva mancare, a Montenero d’Orcia, l’incontro con Giorgio Franci, uno degli oliandoli più premiati del mondo: tra i suoi grandi extra vergini, il monocultivar con la regina del territorio, l’olivastra seggianese.

 

Articolo pubblicato su Sapori d'Italia n. 30, Luglio/Agosto 2012

Tags: val d'orcia , università di parma , polesine , master comet , accademia delle 5t

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