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I farmers market di Taranto, la città dei due mari

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I farmers market di Taranto, la città dei due mari
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Sono ben quattro i cosiddetti farmer’s market a Taranto: voluti dalla Coldiretti, sono stati chiamati i mercati di Campagna Amica. Qui trionfano km 0 e stagionalità.

A Taranto, tra il “ponte girevole” sul canale che collega la città vecchia alla nuova e la Concattedrale del 1971, imponente mole che rappresenta una “vela” realizzata in stile gotico-moderno del famoso architetto Giò Ponti, ci sono quattro mercati contadini stabili “targati” Coldiretti: Corso Umberto I, via Plinio, Veneto e Lacaita. I mercati contadini, più noti con termine anglosassone di farmer's market, riservati all'esercizio della vendita diretta dal produttore al consumatore, promuovono il ricco patrimonio di identità alimentari.
In Italia il primo farmer’s market stabile è nato nel  2005 a Taranto, tra i pochi a cadenza giornaliera e tra i pochissimi al coperto. Si trova, infatti, in un locale di 200 metri quadri al piano terra di un palazzo di Corso Umberto I, nel centro “terrestre”, nel quartiere “Borgo”, nel cuore della penisola est che si allunga sui due mari: il Piccolo e il Grande.
Le postazioni dei contadini, che arrivano da tutto il comprensorio tarantino, sono distribuite in due locali: il primo, all’ingresso, è dedicato ai prodotti ortofrutticoli, con cinque banchi per la vendita di frutta, dagli agrumi all'uva, del dolce pomodoro datterino dalla forma allungata "a dattero" e delle mele di Martina Franca; il secondo locale, più interno, è dedicato ai prodotti caseari come caciotte, pecorini, latticini, giuncate, pane di Laterza, oli di Martina Franca e vini di Manduria.

Un banco di ortofrutta nel Farmer Market di Corso Umberto I
Un banco di ortofrutta nel Farmer Market di Corso Umberto I

«Cinque anni fa - afferma Franco Carbone, direttore Coldiretti di Taranto - a causa di una grave crisi che accentuava fortemente il disagio delle imprese agricole, in un frangente in cui si assisteva all’incremento paradossale delle importazioni di frutta e verdura dall’Estero non sempre adeguatamente segnalate da una etichettatura trasparente, nasceva a Taranto il primo Mercato del contadino con l’obiettivo di consentire la conoscenza diretta di produzioni locali, di contribuire alla divulgazione delle tradizioni culturali locali e di salvaguardare al contempo il potere d’acquisto del consumatore e la sopravvivenza delle imprese agricole del territorio: in questa realtà, gestita direttamente dagli agricoltori, produttori e consumatori si incontrano senza alcuna intermediazione, con prodotti freschi, di stagione, genuini, sani, sicuri, di provenienza aziendale, dall’ortofrutta al pane, dai formaggi ai salumi, dal vino all’olio, con l’obiettivo di combattere il caro-vita.
Questo mercato del contadino, più conosciuto come Mercato di Campagna Amica, primo a Taranto e primo in Italia, nato quasi per sfida e per gioco, modello per esperienze simili in tutto il Paese, non è stato un punto di arrivo, piuttosto un punto di partenza: oggi esistono a Taranto ben quattro mercati gestiti direttamente dagli agricoltori soci Coldiretti. Sono l'espressione del progetto, annunciato più di un anno fa dal presidente nazionale Coldiretti Sergio Marini: realizzare un grande sistema agroalimentare che premi i produttori e offra ai consumatori prodotti di qualità a un prezzo giusto.

Una filiera agricola tutta italiana

I cachi, tipico frutto tardo-autunnale
I cachi, tipico frutto tardo-autunnale

Ciò che compriamo nel Mercato di Campagna Amica è il prodotto di una “filiera italiana”, in cui tutti i processi produttivi devono avvenire in Italia, dalla produzione alla trasformazione, e pure di una “filiera agricola” in quanto gestita per una parte sempre più importante direttamente dagli agricoltori; ed è persino una "filiera firmata" che rende riconoscibile il prodotto agricolo italiano, attraverso la trasparenza della stessa e l’indicazione, in etichetta, dell’origine e del legame del prodotto con il territorio di riferimento».
«Il rapporto con il consumatore e la sua fiducia - conclude Carbone - sono un elemento imprescindibile per il successo del progetto: in tal senso la Fondazione Campagna Amica, promossa da Coldiretti, rappresenta uno strumento importante per rinsaldare l’alleanza tra produttori e consumatori». Si trovano sui banchi dei farmer's market tarantini le eccellenze della Puglia meridionale, che un tempo, nel Medioevo, contadini, monaci e anacoreti si scambiavano nei mercati di prodotti della terra organizzati all’ombra di maestose querce vallonee o nelle anguste cavità dei villaggi rupestri delle gravine di Laterza, Grottaglie, Massafra, Mottola, Ginosa e in Valle d’Itria.
In una città che ha voglia di cose sane e genuine l’apertura del primo mercato stabile del contadino, quello di Corso Umberto I, è stato un successo. Altri due, in via Plinio e Veneto, hanno aperto le porte al consumatore. A gestirli sono direttamente i produttori.
Infine l'ultimo arrivato, il farmer’s market di via Lacaita inaugurato il 31 marzo scorso, gestito dal Consorzio produttori della Valle d’Itria, aperto mattina a pomeriggio.
È il farmer’s market di nuova generazione che va ad aggiungersi ai tre “storici” dove i protagonisti restano sempre i produttori che garantiscono la qualità e soprattutto la tracciabilità dei prodotti ma a vendere, dietro i banchi di frutta, verdura, formaggi, pane e pasta di grano duro Senatore Cappelli da agricoltura biologica, carne, olio e vino non sono i contadini dalla mani rugose e dal volto segnato dalla fatica dei campi ma acculturate signore. Il farmer’s market, strano a dirsi, diventa così anche luogo di cultura dove si raccontano le tipicità e si consigliano i prodotti. In quello di via Lacaita la simpaticissima signora Bruna consiglia il prosciutto di maiale nero di Faeto e, in un buon francese, racconta la focaccia martinese impastata con lievito madre e cotta “au feu de bois” nel forno di pietra, da consumare imbottita con lo speziato capocollo di Martina Franca.
Tra le chicche, nei farmer’s market tarantini c’è la frutta di stagione. Adesso, in bella mostra, in quello di Corso Umberto I c’è la più tardiva uva apirena di Ginosa, la Crimson seedless, varietà di uva da tavola a bacca rosa selezionata da ricercatori dell’Università di Fresno in California che matura a metà settembre e può rimanere sulla pianta fino alla metà di dicembre. E ci sono pure le sedici varietà di mele con bollino “MelaBacio” di Martina Franca, profumatissime,  e che occupano una superficie agricola di dieci ettari con una produzione che sfiora i 6mila quintali all’anno.

Uva di varietà Crimson
Uva di varietà Crimson

Al farmer’s market di via Lacaita, invece, a farla da padrona è la Clementina di Palagiano (con il marchio IGP “Golfo di Taranto”), venduta al prezzo incredibile di 0,85 centesimi al chilo. Incredibile, oltre al prezzo, è anche la bontà della sua polpa succosa, dal sapore dolce e aromatico, dall’alto contenuto di vitamina C, rinfrescante e diuretica, consumata al naturale o impiegata per preparare succhi, sciroppi, sorbetti, marmellate.
Fu Padre Clement Rodier, da cui il nome di Clementina, a scoprire la bontà di quest’ibrido tra il mandarino “Avana” e l’arancio amaro Granito, rinvenuto all’inizio del secolo scorso nell’orto di un orfanotrofio della Missione dei Padri del Santo Spirito di Misserghin, in un minuscolo villaggio algerino. La coltivazione  si è diffusa a Palagiano dopo la Riforma Fondiaria (1950-1951) perché qui ha trovato l’ambiente ideale: un clima mite e costante che permette al frutto di sviluppare appieno le sue caratteristiche qualitative estrinseche e intrinseche e di maturare molto precocemente.

FARMER’S MARKET A TARANTO
• Corso Umberto I, 121  • Via Plinio, 12
• Via Veneto, 82 - 74100 Taranto
Orario di apertura: da lunedì a sabato dalle 8,30 alle 14,30

Federazione Provinciale Coldiretti Taranto
Tel. 099 4521094 - campagnamica.ta@coldiretti.it)
• Via Giacomo Lacaita, 15 - 74100 Taranto - Tel. 099 7797500
Orario di apertura: da lunedì a sabato dalle 8,30 alle 13,30 e dalle 17 alle 20 escluso il mercoledì

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