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Il Festival è finito… Adesso si parte!

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Il Festival è finito… Adesso si parte!
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di Enzo Monaco, Presidente Nazionale Accademia italiana del peperoncino

Si è conclusa a Diamante la diciannovesima edizione del Peperoncino Festival. L’Accademia adesso può ripartire con le nuove idee e i nuovi progetti che il Festival ha messo a fuoco. Ci sono stati duecentomila visitatori, migliaia accademici, decine di delegazioni, amici e giornalisti da tutte le parti d’Italia e anche d’Europa. Con tanti abbiamo parlato, tanti ci hanno lasciato le loro idee e i loro suggerimenti. Abbiamo fatto le nostre valutazioni. A conti fatti gli impegni per il prossimo anno sono ben precisi e ben delineati. Con la precedenza assoluta per tre progetti dei quali al Festival si è molto discusso: “La notte dei peperoncini”, la “Università del gusto” e la “Carta dei peperoncini”. Vediamoli nell’ordine.
“La notte dei peperoncini” viene da un’idea di Cino Tortorella. Ne abbiamo discusso a lungo con Guido Stecchi e Francesco Donadini. Per i 150 anni dell’Unità d’Italia il pensiero è andato a Vittorio Emanuele II che adorava il “diavolillo”. Ed è stato confermato storicamente che dopo lo storico incontro di Teano con Giuseppe Garibaldi il Re tornò a Torino con una carrozza carica di peperoncini meridionali, efficaci come aiuto alle arti amatorie delle quali era assiduo praticante. Dal ricordo del Re è nato l’invito a seguire il suo esempio con “Le notti del peperoncino”. Scopo dichiarato: porre l’attenzione sul problema del calo della natalità nel nostro Paese. Con iniziative divertenti. Con ricchi premi, agevolazioni e incentivi anche finanziari. Tutto con un regolamento che sarà pubblicato sul sito dell’Accademia del peperoncino (www.peperoncino.org) e di Sapori d’Italia (www.sapori-italia.it).
L’Università del gusto è stata inaugurata durante il Festival. La struttura è bella e funzionale. Per cinque giornate ha ospitato le “Officine gastronomiche” dello chef Enzo Grisolia. Nel corso di quest’anno dovrà diventare un centro permanente per lo studio e la valorizzazione della gastronomia italiana legata al “diavolillo”. Infine la “Carta dei peperoncini” un vecchio sogno che nel 2012 dovrà diventare realtà. I peperoncini non sono solo piccanti. Hanno profumi e aromi inconfondibili. Vogliamo valorizzarli facendoli sposare con i piatti più importanti della nostra tradizione. Cominceremo con dieci varietà e con un centinaio di ristoratori intraprendenti e volenterosi. Se tutto andrà bene ci allargheremo poi a macchia d’olio su tutto il territorio nazionale. Tre progetti con una corsia preferenziale e con precedenza assoluta. Tutti gli altri, dei quali a Diamante abbiamo discusso, li selezioneremo con calma. E cercheremo di realizzarli con uguale solerzia.    

Articolo pubblicato in Sapori d'Italia n. 26, Ottobre/Novembre 2011

Tags: peperoncino , grisolia , festival , diamante , accademia

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