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Il mercato ortofrutticolo di Lusia

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Il mercato ortofrutticolo di Lusia
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Testo e foto di Chiara Rizzo

I nostri attenti lettori, ormai abituati a leggere sempre le etichette dei prodotti che acquistano e ad accertarsi della loro provenienza, avranno certamente notato che, quando comprano l’insalata, questa proviene per la stragrande maggioranza da un piccolo paesino polesano, Lusia, in provincia di Rovigo.
Il Polesine, in particolare i comuni di Lusia e limitrofi, è infatti uno dei maggiori centri di produzione di insalate e altri prodotti orticoli, con una distribuzione che, almeno nell’Italia settentrionale e centrale, non ha concorrenti.

carote
Carote al mercato di Lusia

Siamo andati a trovare Rossano Fontan, il direttore del Mercato Ortofrutticolo, per avere qualche informazione in più sui prodotti che vi si coltivano e vi si vendono, incuriositi anche dal fatto che di prodotti agroalimentari tradizionali polesani si sente parlare di rado.
«Il Mercato di Lusia è nato nel 1955 con l’obiettivo di aiutare i piccoli produttori a “fare sistema”, per poter garantire ai contadini un maggior potere contrattuale dovuto ad un mercato di riferimento per le contrattazioni: e questo obiettivo è stato raggiunto, i produttori si sono evoluti, al punto che molti si sono messi in proprio e ora riforniscono autonomamente i mercati di mezza Italia. Oggi il Mercato di Lusia, strettamente legato alla produzione del territorio, scambia ogni anno 350/380 mila quintali di prodotti orticoli, coltivati da circa 300 produttori medio-piccoli localizzati per il 95% nei territori di Lusia e del basso padovano. Anche il Mercato Ortofrutticolo di Rosolina fa parte della stessa organizzazione, ma lì radicchio, cipolle, patate, piantate in colture estensive, vengono commercializzati come semilavorati, non confezionati per la vendita diretta, e il volume di scambi è inferiore».

L'insalata di Lusia Igp, varietà Gentile
L'insalata di Lusia Igp, varietà Gentile

A Lusia le insalate fanno la parte del leone: l’insalata cappuccia e la gentile di Lusia a ottobre riceveranno, salvo intoppi burocratici, la denominazione Igp. Lo stesso per l’aglio bianco polesano, un vero concentrato di salute e gusto. Ma cos’ha di speciale questo territorio, così adatto alla coltivazione di insalate? «È merito del terreno, sabbioso e leggero, e della disponibilità di vastissimi spazi pianeggianti» ci racconta Renato Maggiolo, che da sempre si dedica alla valorizzazione dei prodotti di Lusia. «Qui l’insalata, in estate, ha un ciclo di circa 28 giorni dalla semina alla raccolta. A inizio primavera e a fine estate, la coltivazione avviene in serra, come per i pomodori e altri ortaggi estivi. Raramente si trova la frutta: pesche, pere, mele, fichi solamente in stagione, e in quantità molto ridotte. In primavera poi è possibile trovare il “principe bianco”, l’asparago di Lusia, coltivato in appena 10 ettari».
A questo punto, chiediamo spiegazioni sulle serre, che non ci convincono un granché: Maggiolo assicura che la coltivazione in serra serve esclusivamente per anticipare e posticipare la raccolta, e garantire mercato per un periodo più lungo. Ma gli ortaggi di Lusia sono sicuri: i trattamenti sono ridotti al minimo indispensabile, anche perché le principali catene della GdO che si riforniscono a Lusia hanno disciplinari interni che ammettono solamente 1/3 dei residui ammessi dalla legge italiana e dai disciplinari Dop e Igp. La seconda ragione è il costo enorme di antiparassitari e altri trattamenti chimici, che per prodotti di basso costo come quelli orticoli coltivati a Lusia non sono assolutamente convenienti. Il ritorno delle rane, da tempo quasi scomparse perché sensibili all’inquinamento ambientale, nei campi e nei fossi polesani sono una garanzia. Possiamo dunque stare tranquilli sulla salubrità degli ortaggi.

Aglio Bianco Polesano Dop
Aglio Bianco Polesano Dop

Oltre alla gentile, alla cappuccia e all’aglio bianco, a Lusia si trovano carote in mazzo, cavolfiori, verze, porri, pomodori, indivia, melanzane, radicchio di Chioggia Igp (raccolto nelle zone di Rosolina e nel padovano) e il radicchio di Lusia (molto simile al variegato di Castelfranco ma dalla forma più chiusa), che però ormai pochi coltivano. E ancora, zucche delle diverse varietà, dalla mantovana alla violina, e la famosa patata americana di Stroppare. Ecco un prodotto legato a doppio filo al Polesine: ritenuta fino al 1850 una semplice curiosità botanica, la patata americana è stata “scoperta” dal punto di vista gastronomico dal Conte Donà delle Rose, della nobiltà rodigina. La patata americana si coltiva soprattutto al di là dell’Adige nel padovano, nei comuni di Stanghella, Anguillara e Valliera (dove cresce una varietà più grossa e rotondeggiante rispetto a quella di Stroppare).
La piena attività del Mercato va dalla primavera fino a fine ottobre/inizio novembre, poi la stagione si chiude e il volume di scambi diminuisce drasticamente. Particolare, questo, che attesta il rispetto per la stagionalità e il legame con le produzioni locali.

E se un privato cittadino volesse venire qui a fare la spesa per la famiglia? Fontan ci spiega che circa un anno fa (nel maggio 2008) uno dei 10 stand del mercato, quello della Cooperativa Ortolani (che raccoglie gli ortaggi di circa 100 conferenti, quasi tutti della zona), ha sperimentato la vendita diretta al pubblico, anche se con un orario ridotto: solamente il sabato pomeriggio dalle 16 alle 19. Il risultato, come ci racconta Valerio Pavanello, responsabile dello stand, è stato incoraggiante: ogni sabato, prima dell’apertura, si creava una fila di clienti, e dopo 3 ore si arrivava a battere fino a 180 scontrini fiscali. Un successo che ha trasformato questo esperimento in un appuntamento settimanale fisso.

La vendita diretta si effettua il sabato pomeriggio, ed è sempre un pienone di clienti
La vendita diretta si effettua il sabato pomeriggio,
ed è sempre un pienone di clienti

La vendita diretta avviene normalmente in cassette, solo per prodotti particolarmente cari o voluminosi si vende in confezioni ridotte o pezzi singoli. E il risparmio c’è, fino al 40-50%, attestato soprattutto dalla grande affluenza di clienti nelle pochissime ore di apertura.
Al mercato di Lusia si rifornisce anche Luciano Rizzato, patron di uno dei ristoranti più noti nella zona, “Al Ponte” a Bornio, piccola frazione di Lusia. Gli chiediamo cosa propone ai suoi clienti in questa stagione: risponde che non c’è un menu fisso, dipende da quello che si trova al Mercato. I piatti comunque sono quelli della tradizione polesana: piatti a base di zucca, verdure pastellate e fritte, farina nova col baccalà, renga con la polenta infasolà (aringa affumicata con polenta e fagioli), rane e bisatèi (piccole anguille) fritti, oca, anatra (specialmente a novembre) e altri animali da cortile. Il polesine è da sempre una zona di passaggio, di scambio: la cucina tradizionale, povera e basata soprattutto su ortaggi e polenta, ha subito nel tempo le “contaminazioni” della tradizione veneziana, vicentina ed emiliana.

Indirizzi utili

  • Mercato Ortofrutticolo di Lusia, Via Provvidenza, 1 - 45020 Lusia (RO)  - Tel. e Fax 0039 0425 607024 98 - info@mercatolusia.it - www.mercatolusia.it. Orari di apertura al pubblico: Cooperativa Ortolani di Lusia, Sabato pomeriggio, ore 16.00 - 19.00 - Email: ortolani@gal.adigecolli.it
  • Trattoria Al Ponte, Via Bornio, 13 - 45020 Loc. Bornio, Lusia (RO) - Tel. 0425 669890 - 669177 - Fax 0425 650161 - www.trattoriaalponte.it

Articolo pubblicato su Sapori d'Italia n. 14, Ottobre/Novembre 2009

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