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Il principale bioattivo nel peperoncino può aiutare il cuore

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Il principale bioattivo nel peperoncino può aiutare il cuore
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La capsaicina, fitomolecola capsaicinoide, é bioattiva in quanto responsabile del sapore piccante espresso dal peperoncino, originario delle Americhe. E può avere profonde implicazioni anche per la salute del nostro cuore.

Prof. Nicola Uccella, IRESMO Foundation  

"Expertise peperoncino functional e nutraceutical"  

I capsaicinoidi, in aggiunta alle loro applicazioni culinarie, erano già riconosciuti come salubri e benefici nel miglioramento di una serie di fattori relativi al metabolismo del colesterolo, alla pressione sanguigna e al sollievo dal dolore, quando applicati localmente per via transdermica con una crema o unguento e anche in molte situazioni per l’apertura mentale e per stimolarne la forza.
Il biofenoli complessi del peperoncino possono essere in grado di ridurre il rischio di attacco cardiaco e bloccano un gene per l’espressione della motilità arteriale.
Alla salute del cuore e dei vasi del sangue ci ha pensato Zhen-Yu Chen, Ph.D., professore di scienza degli alimenti e della nutrizione alla Chinese University di Hong Kong, con una ricerca ufficializzata alla fine di marzo negli USA. Ma certamente non a consigliato di iniziare un consumo eccessivo di peperoncini. È una questione di equilibrio. E ricordate, i peperoncini non possono sostituire la prescrizione  farmacologica quando ha dimostrato di essere utile al trattamento della patologia. Possono, tuttavia,essere un piacevole  integratore supplementare per gli affezionati e gli intenditori del sapore caldo e gradevole del peperoncino.
Il futuro mira a sviluppare farmaci innovativi, con effetti avversi minimi o nulli, capaci di lenire il dolore acuto e cronico per mezzo del blocco dell'azione del 4-idrossinonenale sul recettore Trpa1. Una nuova terapia, efficace contro il dolore, neuropatico, oncologico, l’emicrania e da causa infiammatoria, può servire a sostituire gli attuali analgesici di sintesi con derivati bioattivi estratti da prodotti naturali dei campi. Il risvolto immediato può essere proprio una sorta di menù desensibilizzante, in grado di alzare la soglia di percezione del dolore. L'ingrediente del fuoco nel peperoncino può stimolare la salute del cuore e dell’intero sistema cerebro e cardio-vascolare.
E, a sorpresa, la tradizione collima con la scienza biomolecolare degli alimenti mediterranei di pre- e post-colombiana derivazione. Aglio, rafano, zenzero, lampascione sono da secoli la panacea delle popolazioni mediterranee. Sono state abituate a vivere in situazioni climatiche piacevoli ma in condizioni sociali e di lavoro estreme. Poi venne il peperoncino. E arriva in Calabria per confrontarsi con una tradizione allenata alla resistenza al dolore, uno dei cardini d'onore per un popolo con regole dove il neo-immigrato, il peperoncino piccante, ha la sua ragione d'essere.
Soddisfare il gusto mediterraneo, nella sua complessità di vista, aroma, odore, sapore udito e struttura, non rispondeva solo ad una esigenza fisiologica del primitivo Homo edens, ossessionato dal suo nutrimento. Appagava anche la sensorialità evoluta in cultura alimentare, tramandate per via matrilinea. Promuoveva una sensazione generale di piacere e di benessere. Ma badava anche alla salute dell’Homo mediterraneo divenuto sapiens. Mangiava e sviluppava sempre di più il senso del piacere. I piaceri della gola nell’Homo edens divenivano strettamente collegati alla sessualità… per la riproduzione della specie e per la dispersione del suo DNA. Erano vissuti come ebbrezza della conoscenza in Enkidu nell’evoluzione da primitivo a civilizzato col tramite della vestale inviatagli da Gilgamesh e come peccato da Adamo e da Eva, corrotti per l’ambizione dell’uguaglianza con la tentazione a cibarsi del frutto della conoscenza, prima di ambire a quello dell’immortalità nel bel mezzo dell’Eden biblico.
"Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo", Genesi, 1,29-30. E nella Cultura Alimentare Mediterranea, tradotta nella Dieta divenuta di recente patrimonio immateriale dall’UNESCO, c’è stato un uno modello pre- e post-colombiano per l’impiego delle erbe selvatiche in cucina. Nella cucina mediterranea pre-colombiana, il condimento era fatto dalle erbe selvatiche del locus.
E ancora ne rimangono tracce in Puglia. Sono le orecchiette alle cime di rape e in Liguria il pesto di aglio e basilico. Ma molti segreti alchemici serbati nelle erbe e nei tuberi selvatici, gli acidi grassi n-3 nella Portulaca oleracea e le fitomolecole solforate nel lampascione, il Muscari comosum, immolato a Drittone, l’antica divinità del piacere sessuale.
Nei Deipnosofisti, Ateneo di Naucrati trascura l‘antica ricetta. Non accenna alla tecnica culinaria capace di alleviare l’amaro pungente dei cipollotti selvatici. Erano forse bolliti oppure cambiavano spesso l’acqua d’ammollo. Ma la fama di afrodisiaco era tale da impegnare la cuoca ancora speranzosa. Desiderava risvegliare la potenza sopita del suo maschio. E ben accettava il sacrifico della tediosa e lunga preparazione. Ma il segreto alchemico non era solo l’arcaico sildenafil citrato, sviluppato poi nel XX sec d.C. per sintesi molecolare in laboratorio per la terapia della disfunzione erettile, l’impotenza o impotentia erigendi. Rammentava Ateneo: Un lampascione non ti può aiutare se tu non sei già un vero uomo! E comunque c’era anche il bisogno di collaborazione attiva. Erano insaporiti in padella con ingredienti vari e olio d'oliva locale, finché il fondo non s’era ristretto. Cosparsi di miele e ripassati fino alla caramellata, erano serviti con una spolveratura di antiche spezie.
Ma dopo Colombo era apparso il peperoncino. Era stato adottato a piene mani dai moderni Oinotri-Brettioi, i calabresi d’oggi. Forse perché, nella terra trascurata dalla dea fortuna, riusciva anche a elevare la soglia di resistenza alla sofferenza e al dolore. La sua azione, pasto dopo pasto, combatteva o leniva l’amarezza e la pena di una magra esistenza.
Gli effetti indesiderati, ma anche gradevoli per specialisti e dipendenti, erano l’espressione sui canali dolorifici della membrana nelle cellule nervose periferiche. Era il canale della capsaicina, la fitomolecola bioattiva nel peperoncino per lo specifico recettore, il Trpv1. Gli occhi lacrimano, la gola si stringe, il bruciore delle labbra e il pizzicore nel cavo orale... E le cellule ricevono un sms. Un impulso già codificato avvertiva l’urgenza. Allarme! Qualcosa di nocivo accade. Attenti c’è un attacco esogeno pericoloso. La trasmissione nervosa fa arrivare l'sms al cervello. E scatta l'emergenza. Difesa immunitaria anti-intrusione, antinfiammatori endogeni ed endorfine, morfina naturale nell'organismo umano, scatenano la reazione alla rappresaglia.
La ricerca scientifica biomolecolare ha ora ampliato le conoscenze sui bioattivi contenuti nel ​​peperoncino piccante per migliorare la salute del cuore. Uno scenario più chiaro e dettagliato dei loro effetti sui geni più intricati e sui meccanismi d’azione permette di interpretare la loro influenza sul colesterolo e sulla salute dei vasi sanguigni. Ad esempio, la capsaicina e un suo analogo bioattivo, parente biomolecolare molto stretto, assiste in due modi la salute cuore. Abbassa i livelli di colesterolo, riduce l'accumulo di colesterolo nell’organismo umano, aumenta la sua demolizione e l'eliminazione con le feci. Inoltre blocca l'azione di un gene di controllo della contrazione arteriale e di limite del flusso di sangue al cuore e agli altri organi. Il blocco consente un maggiore afflusso di sangue attraverso i vasi sanguigni verso tutti gli organi.  

Fonte: IRESMO Foundation Group
AITRE&BiP-Advanced Innovation Technology in Renewable Energy & Business in Partnership;
Istituto di Ricerche Europee in Scienze Molecolari; Istituto Regionale di Scienze Molecolari;
Convivium ISTA-Istituto di Scienze e Tecnologie Alimentari; SCI-ScientiaCalabria Science Consulting for Innovation.
Cavour 5, 87046 Montalto Uffugo (CS);tel 0984492049; fax 0984492116; cell 3471579932;
E-mail n.uccella@unical.it. partner AmbientenergiA spin-off Unical, LIFE Network,
ENVANBIEN s.a., Malveira, Portugal & Sino Italian Chemitech R&D Institute, Nanjing, China.

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