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La Clementina, Il frutto che piace ai bambini

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La Clementina, Il frutto che piace ai bambini
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Le clementine sono molto facili da sbucciare e piccole quanto basta – se messe a confronto con le arance - per essere spacciate, da madri furbette, per frutti-cuccioli, e quelle IGP di Calabria sono senza semi: una manna per le mamme!

di Guido Stecchi

 

Le più “votate” sono le più piccole, nella tasca del paltò ce ne stanno finanche 7 o 8, e sono senza semi, nel linguaggio tecnico si dicono “apireni”. Così le mamme di tanto in tanto tirano fuori dalla tasca o dalla borsetta una clementina e riescono a far ingerire una buona dose di vitamine pure ai bimbi più riottosi a mangiar frutta e verdura. Per i bambini, infatti, piccolo è bello: anche per i bimbi più scafati la favoletta del frutto-cucciolo funziona. Tantopiù che la clementina si sbuccia molto facilmente senza perdere succo, per cui il bambino può far da sé senza impiastricciarsi. Mentre  l’assenza di semi rende più comodo farle mangiare anche ai più piccoli ancora incapaci di sputare i nocciolini. Il nome deriva da quello del frate missionario Clemente Rodier che le coltivò in Algeria. I botanici le chiamano Citrus clementine, ritenendo si tratti di una specie, pur se originata da un’ibridazione antica tra l’arancio amaro, da cui ha tratto la dissetante nota asprigna, e il mandarino, che gli ha conferito profumo e dolcezza. Altri la chiamano Citrus x clementina, ritenendole tuttora un ibrido. In realtà ci sono diversi ibridi, anche molto antichi, tra arancio e mandarino, accomunati da altri autori nella denominazione Citrus reticulata.

 

Leggi l'articolo completo su Sapori d'Italia 39/40, Gennaio/Aprile 2014

 

Tags: pat , mandarino tardivo di ciaculli , clementine , clementina di calabria igp

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