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Tutta la verità, nient’altro che la verità!

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Tutta la verità, nient’altro che la verità!
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Il mestiere della Disney è creare fiabe, il punto d’arrivo di una fiaba è una morale: Ratatouille, il cartone animato del momento, non si sottrae a questa regola.

Il buono di questa bella fiaba è un topino che sa cucinare come un grande chef. Il cattivo è il critico gastronomico, un critico borioso e acido. Che alla fine non solo perde la boria e diventa un buono, ma il suo sguardo da cupo si fa vivo, da misantropo solitario il critico cattivo si trasforma in gioviale compagno.. E come avviene il miracolo? Il topino chef gli fa servire un semplicissimo piatto di verdure che gli ricorda quello che gli faceva, da bambino, la sua mamma. Insomma, la voglia di tradizione, la voglia di ciò che è autentico ormai “globalizzata”, c’è l’esigenza di provare gioia nel soddisfare il bisogno primario, quello di nutrirsi. È una ribellione inconscia ai falsi bisogni creati ad arte, a quel “life is now”, “la vita è adesso”, per un telefonino! Tuttavia, l’ennesimo e meritato successo targato Disney contiene pure una nota preoccupante: qual è il prodotto citato come tocco magico per realizzare un capolavoro gastronomico?
L' “olio di tartufo bianco”, che si può ottenere solo con un idrocarburo sintetico, e non il genuino tartufo bianco fresco. La produzione Disney è sempre stata uno specchio dell’America, forse per l’americano medio il prodotto prezioso è quello finto!
È per raccontare il “vero” e smascherare il “finto” che nasce Sapori d’Italia, nasce proprio come voce di chi vuol mangiare con gioia, per dimostrare che questa gioia può essere quotidiana, non solo un exploit domenicale quando si va in “gita enogastronomica”. Tra noi non ci sarà mai il gourmet borioso che presenta la Francia come un esempio di “cultura” perché il “taxista francese” risparmierebbe sul cibo tutto l’anno pur di permettersi una serata al costosissimo ristorante a tre stelle; né ci sarà mai lo chef che entusiasma certi “critici”, diventando un genio perché prende con una pinzetta due petali di fiori per decorare uno sformato di maiale, ostriche e cioccolato. Noi raccontiamo quella che chiamano “filiera”, ossia il cammino, figlio della natura, della fatica, della genialità italiana, di ogni pizzico di bontà che mettiamo in tavola, dal granello di sale alla fetta di salame, dal bisteccone alla vongola. Raccontiamo l’humus che gli dà vita, il contadino e il pescatore, il pastore e il commerciante appassionato che lo va a cercare, l’oste che sta tra pentoloni e fornelli, non in tv... e raccontiamo il signore o la signora che vanno al supermercato cercando sempre di metterci nei loro panni.

Guido Stecchi Presidente dell'Accademia delle 5T

Editoriale pubblicato sul numero 1 di Sapori d'Italia, Gennaio 2008

Tags: tradizione , cibo genuino , accademia delle 5t

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